Blog: http://marci.ilcannocchiale.it

Avere trent’anni. E altre belle cose.

Dal mio ultimo post qui sotto sono passati due mesi circa, e oggettivamente nemmeno le mie più rosee previsioni potevano prevedere cosa sarebbe successo.

Mi stupisco sempre quando le cose vanno troppo bene.

Ho passato l’esame. Ma dirlo così è riduttivo.

L’ho scoperto al termine di una giornata che entra di diritto nella top 3 delle giornate più belle della mia vita insofar – al secondo posto dopo la giornata in moto aLand’s End e prima della gita in moto al passo Penice.

Partenza presto dal Bryce Canyon, arrivo a Page e pranzo al sacco all’Horseshoe Bend. Primo pomeriggio all’Antelope Canyon e arrivo in serata alla Monument Valley. Giro injeep nella valle e cena con gli indiani navajo.

Poi all’albergo con un po’ d’ansia a cercare di capire com’era andata. Ero preparata al peggio ed ero abbastanza convinta di non averlo passato. Invece.

Invece.

Ho buttato giù mia madre alle sei del mattino ora loro solo per dirglielo. Dovevo dirlo a qualcuno! Ero sola lì!

Che bellezza!

E dopo 5 ore risveglia per vedere l’alba dal balconcino della mia stanza innalzarsi dietro i butti. Con I’m on fire di Bruce in cuffia. Buongiorno mondo.

E quindi un viaggio fantastico goduto succhiando la vita fino al midollo, come diceva Thoreau, in profondità. E si ritorna a casa squattrinati ma ricchi. Ed è bellissimo.

Diceva Oriana: “Sono stupendi i trent’anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatré, i trentaquattro, i trentacinque! Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge, perché è finita l’angoscia dell’attesa, non è incominciata la malinconia del declino, perché siamo lucidi,finalmente, a trent’anni!

Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti. Se siamo atei, siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perché anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perché abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perché abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se ci incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi.

Siamo un campo di grano maturo, a trent’anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta,gonfia di vita. È viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più, si pensa e si capisce come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima:la strada per cui siamo saliti, la strada per cui scenderemo. Un po’ ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e in avanti, a meditare sulla nostra fortuna”.

 La Lucio mi ha fatto commuovere, la Gabri pure, Jacopo mi ha scritto, Robi ha chiamato, Giacomo ci sarà. Ci si dimentica che si è amati. Perché non ce lo si dice spesso. E si dovrebbe perché pure in questi due mesi pazzeschi di vita ci sono stati tanti lutti. Genitori di amici, tanti troppi. La vita rimane drammatica. Però non mi stancherò mai di ripetere che è dalla merda che crescono i fiori, e il buono, il bello e il vero che permangono nessuno ce li potrà mai negare.

Rimane il desiderio di andare a Londra, ma non lascio mai una cosa a metà, e soprattutto possiedo il grande dono della pazienza. Per cui si rimane qui e si chiude quanto iniziato, a giugno. Eppoi, eppoi davvero non ho più alibi.

Pubblicato il 27/9/2014 alle 21.1 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web